lunedì 6 gennaio 2020

Il re dei Viaggi

Oggi è facile viaggiare. Si punta il dito su una carta geografica, si dice:"Qui!", si compra un biglietto, si entra in una scatola (un aereo, un automobile, un vagone) e si è portati via. Le strade sono lisce, le direzioni chiare: se non c'è troppo traffico, facilmente si arriva.

Però sono  viaggi poveri, senza sapore. Gli occhi vedono montagne e mari di sfuggita; il corpo non li tocca, la mente non li capisce. La gente fugge via come una foresta di statue. Non c'è nemmeno tempo per la nostalgia.

Una volta, i viaggi erano fatti di annunci, preghiere, battaglie, smarrimenti, riposi, esplorazioni, terrori, scoperte, pene, fame, sazietà, desideri propri e altrui, ricordi, disperazioni, felicità,nostalgie, ritorni. 

Non si viaggiava per vedere, ma per fare: e il viaggio era una grande lavoro. I viaggi erano fatti di tempo, duravano una parte della vita, erano vivi.

A quei tempi, in verità, non erano molti a viaggiare: per molti il mondo restava, dalla nascita alla morte, chiuso nel cerchio di una valle o di una fila di alberi. Si accontentavano di seguire con gli occhi il viaggio quotidiano del sole e della luna, e il passaggio misterioso di uccelli e nuvole.

Ma quelli che viaggiavano, viaggiavano davvero. Partivano, e forse no tornavano. Quelli che tornavano, erano diversi: lo si vedeva nei loro occhi e lo si sentiva nelle parole, che avevano viaggiato. Anche se ancora si pensava che il mondo fosse piatto, quelli che avevano viaggiato sapevano che era rotondo: rotondo come un pugno chiuso, un frutto, un sasso, una testa d'uomo. E per qualunque guerra fossero partiti, tornavano per la pace.

Così sarà il viaggio di Ulisse e di quelli che insieme a lui, leggendo questa storia, vogliono partire.


Roberto Piumini



Nel nostro giro del mondo in 80 libri, il viaggio di Ulisse non poteva proprio mancare! Nello scaffale del mito trovate tanti libri su quella bella storia. Chiedete alle maestre o ai bibliotecari di trovarne uno adatto alla vostra età.



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