Avete il biglietto speciale per partire per la Luna? Allora presto! In carrozza! Si parte! Il treno dell'avvenire vi aspetta!
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lunedì 14 settembre 2020
Il treno dell'avvenire
Avete il biglietto speciale per partire per la Luna? Allora presto! In carrozza! Si parte! Il treno dell'avvenire vi aspetta!
lunedì 6 luglio 2020
lunedì 22 giugno 2020
Sospiri
Quanti desideri, quanti dubbi, quanti idee... Ma come esprimerli? Ecco una poesia divertente per imparare a usare una parolina magica: SE!
giovedì 28 maggio 2020
mercoledì 27 maggio 2020
La mosca che era caduta nel latte
Ho letto questa storia milioni di volte. La sera, per far addormentare i miei primi due bambini. L'accumularsi continuo di cose era rassicurante e divertente insieme. Oggi con la terza ci siamo divertite a registrarla. Una regia un po' casereccia per una storia divertente che speriamo vi piaccia.
lunedì 25 maggio 2020
Il punto interrogativo
Bisogna stare attenti quando si incontra un punto interrogativo perché è un tipetto molto esigente! Letta da Niccolò della 1C.
giovedì 21 maggio 2020
lunedì 18 maggio 2020
Speranza
Speranza, una piccola parola che apre mondi infiniti. Ascoltiamola raccontata da Niccolò 1C con le parole di Gianni Rodari.
venerdì 15 maggio 2020
Il tamburino magico
Il tamburino magico di Gianni Rodari letto per noi da Patrizia e illustrato da Gabriella.
lunedì 4 maggio 2020
L'Omino della pioggia
La storia di oggi è di Gianni Rodari, illustrata da Nicoletta Costa, letta da Arianna.
venerdì 1 maggio 2020
Il paese dei bugiardi
Gianni Rodari, ancora una volta, ci accompagna in un mondo fantastico... Filastrocca letta da Niccolò della 1C.
martedì 21 aprile 2020
Il cane che non sapeva abbaiare
Questa storia ce la regalano gli amici della scuola media Rinascita Livi. I bellissimi disegni sono di Marco e Gabriella. Grazie!!!!
Gianni Rodari
C'era una volta un cane che non sapeva abbaiare. Non
abbaiava, non miagolava, non muggiva, non nitriva, insomma, non sapeva fare
nessun verso. Era un cagnetto piccolo, solitario. Gli altri lo prendevano
sempre in giro e gli dicevano: - Ma tu
non abbai?
– Uhmmm .. no!
- Non lo sai che i cani abbaiano?
- Perché abbaiano?
- Abbaiano perché sono cani. Abbaiano ai vagabondi di passaggio, ai gatti dispettosi, alla luna piena. Abbaiano quando sono contenti, quando sono nervosi, quando sono arrabbiati. Di giorno e anche di notte. -
- Sarà, ma io...
Insomma, non sapeva abbaiare e non sapeva come fare per imparare.
– Uhmmm .. no!
- Non lo sai che i cani abbaiano?
- Perché abbaiano?
- Abbaiano perché sono cani. Abbaiano ai vagabondi di passaggio, ai gatti dispettosi, alla luna piena. Abbaiano quando sono contenti, quando sono nervosi, quando sono arrabbiati. Di giorno e anche di notte. -
- Sarà, ma io...
Insomma, non sapeva abbaiare e non sapeva come fare per imparare.
- Mi sembra difficile - disse il cagnetto.
- Macché, è semplicissimo. Ascolta bene, fai attenzione al mio becco. Guardami, osservami e cerca di imitarmi.
II galletto si mise in posa e fece un altro chicchirichi. Il cane provò a fare lo stesso, ma gli uscì di bocca solo «eghe eghe», che mise in fuga le galline spaventate.
- Fa niente, - disse il galletto, - per la prima volta è anche troppo. Riprova, dai.
- Macché, è semplicissimo. Ascolta bene, fai attenzione al mio becco. Guardami, osservami e cerca di imitarmi.
II galletto si mise in posa e fece un altro chicchirichi. Il cane provò a fare lo stesso, ma gli uscì di bocca solo «eghe eghe», che mise in fuga le galline spaventate.
- Fa niente, - disse il galletto, - per la prima volta è anche troppo. Riprova, dai.
Il cagnetto riprovò una volta, due, tre. Si esercitava di nascosto, dalla mattina alla sera.
Una volta, per fare gli esercizi senza esser sentito dagli
altri, andò nel bosco e fece finalmente un chicchirichi così vero, così bello e
forte che lo sentì una volpe e pensò tra sé:
«Finalmente il gallo è venuto a trovarmi. Correrò a ringraziarlo per la
visita...». Ma non dimenticò di portarsi forchetta, coltello e tovagliolo
perché per una volpe non c'è colazione più appetitosa di un bel galletto. Ma, al
posto del gallo, vide il cane che, accucciato sulla propria coda, lanciava uno
dopo l'altro “chicchirichi” tutto soddisfatto.
- Ah, - disse la volpe, - così stanno le cose, mi avevi teso un tranello.
- Un traneIlo?
- Ma certo. Mi hai fatto credere che ci fosse un gallo sperduto nel bosco e ti sei nascosto per acchiapparmi. Meno male che ti ho visto in tempo.
- Ti assicuro che io non volevo fare tutto questo... Ero venuto qui solo per fare esercizi.
- Esercizi? E di che genere?
– Io mi esercito da tanto tempo per imparare ad abbaiare. Ho quasi imparato, senti come lo faccio bene… chicchirichi.
La volpe voleva scoppiare dalle risate. Si rotolava per terra, si teneva la pancia, si mordeva i baffi e la coda. Il nostro cagnetto ne fu tanto mortificato che se ne andò via in silenzio, a muso basso, con le lacrime agli occhi.
- Ma certo. Mi hai fatto credere che ci fosse un gallo sperduto nel bosco e ti sei nascosto per acchiapparmi. Meno male che ti ho visto in tempo.
- Ti assicuro che io non volevo fare tutto questo... Ero venuto qui solo per fare esercizi.
- Esercizi? E di che genere?
– Io mi esercito da tanto tempo per imparare ad abbaiare. Ho quasi imparato, senti come lo faccio bene… chicchirichi.
La volpe voleva scoppiare dalle risate. Si rotolava per terra, si teneva la pancia, si mordeva i baffi e la coda. Il nostro cagnetto ne fu tanto mortificato che se ne andò via in silenzio, a muso basso, con le lacrime agli occhi.
- Che cosa ti hanno fatto?
- Niente.
- Allora perché sei tanto triste?
- Eh, è perché non riesco ad abbaiare. Nessuno mi vuole insegnare.
- Se è solo per questo, ti insegno io. Ascolta bene come faccio e cerca di fare come me: cucù... cucù... cucù... Hai capito?
- Mi sembra facile.
- Facilissimo. Io lo sapevo fare anche da piccolo. Prova: cucù... cucù... cucù
- Cu... - fece il cane - Cu...
Provò quel giorno, provò il giorno dopo. Dopo una settimana, ci riusciva già abbastanza bene. «Finalmente, finalmente comincio ad abbaiare sul serio. Adesso non potranno più prendermi in giro».
Proprio in quei giorni passò nel bosco un cacciatore. Sentì uscire da un cespuglio cucù... cucù...
- Niente.
- Allora perché sei tanto triste?
- Eh, è perché non riesco ad abbaiare. Nessuno mi vuole insegnare.
- Se è solo per questo, ti insegno io. Ascolta bene come faccio e cerca di fare come me: cucù... cucù... cucù... Hai capito?
- Mi sembra facile.
- Facilissimo. Io lo sapevo fare anche da piccolo. Prova: cucù... cucù... cucù
- Cu... - fece il cane - Cu...
Provò quel giorno, provò il giorno dopo. Dopo una settimana, ci riusciva già abbastanza bene. «Finalmente, finalmente comincio ad abbaiare sul serio. Adesso non potranno più prendermi in giro».
Proprio in quei giorni passò nel bosco un cacciatore. Sentì uscire da un cespuglio cucù... cucù...
-Un uccello!
Puntò il fucile e - bang! bang! - lasciò partire due colpi. I pallini, per
fortuna, non colpirono il nostro cagnetto, che se la dette a gambe levate. Ma
era molto meravigliato: «Quel cacciatore dev'essere impazzito, se spara anche
ai cani che abbaiano...». Il cane si mise a correre, a correre a più non posso.
A un tratto si fermò. Che strana voce aveva sentito … Bau, bau, bau. «Questo verso mi dice qualcosa, - pensò il cane, - eppure non riesco a
capire che razza di animale sia quello che lo fa». - Bau, bau. «Sarà la
giraffa? No, forse il coccodrillo ». Strisciando tra i cespugli il cagnetto si
avviò nella direzione da cui giungeva quel bau, bau che, chissà perché, gli
faceva battere tanto forte il cuore sotto il pelo.
- Bau, bau.
- Toh, un altro cane.
- Toh, un altro cane.
- Ciao, cane.
- Ciao, cane.
- Mi sai dire che verso stai facendo?
- Verso? Per tua norma e regola io non faccio versi, io abbaio.
- Abbai?? Tu sai abbaiare??
- Naturale. Non pretenderai che barrisca come un elefante o che ruggisca come un leone.
- Allora mi insegni?
– Perché? Non sai abbaiare?
- No.
- Ascolta e guarda bene. Si fa così, guarda: bau, bau... bau, bau.
- Bau, bau, - disse subito il nostro cagnetto.
E tra sé pensava, commosso e felice: «Finalmente ho trovato il maestro giusto».
- Ciao, cane.
- Mi sai dire che verso stai facendo?
- Verso? Per tua norma e regola io non faccio versi, io abbaio.
- Abbai?? Tu sai abbaiare??
- Naturale. Non pretenderai che barrisca come un elefante o che ruggisca come un leone.
- Allora mi insegni?
– Perché? Non sai abbaiare?
- No.
- Ascolta e guarda bene. Si fa così, guarda: bau, bau... bau, bau.
- Bau, bau, - disse subito il nostro cagnetto.
E tra sé pensava, commosso e felice: «Finalmente ho trovato il maestro giusto».
E visse così felice e contento.
giovedì 2 aprile 2020
Il trionfo dello Zero
Mai credere a chi ti dice che non vali niente, che sei uno "zero"! La verità è che tutti noi abbiamo un posto nel mondo, tutti noi abbiamo valore, soprattutto se ci aiutiamo l'un l'altro...
martedì 31 marzo 2020
venerdì 27 marzo 2020
L'Acca in fuga
L’Acca in fuga (di Gianni Rodari)
La povera ACCA viene sempre derisa, nessuna la prende sul serio, nessuno la pronuncia... Ma è proprio così? E' veramente inutile? Proviamo a scoprire cosa succederebbe se l'ACCA, improvvisamente, scomparisse!
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